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Hunter Davies è noto come l'unico biografo autorizzato dei Beatles. Nel 1967 Davies era un giovane giornalista appassionato dei quattro ragazzi di Liverpool. Intervistò Paul McCartney per il Sunday Times e decise che i beatles dovevano essere raccontati in qualche modo. Così propose a Mecca la sua idea. Gli piacque subito tanto che collaborò con lui facendolo accedere a del materiale che solo poche persone al mondo hanno avuto la fortuna di vedere o ascoltare. Per capire quanto sia stato vicino al gruppo in quegli anni, basta pensare che Hunter Davies era con loro quando appresero la morte del loro Manager Brian Epstein; ha avuto la fortuna di poter osservare Paul McCartney e John Lennon scrivere insieme alcune canzoni; assistere alla creazione dei migliori album della carriera dei Beatles; ha potuto vedere come il gruppo si stesse sgretolando sul finire degli anni sessanta. Dopo 40 anni dalla pubblicazione del suo lavoro - "The Beatles" - ritorna con una versione riveduta, corretta ed ampliata di quella biografia. Davies ricorda: “It was exciting to meet them,but I worried that I’d be asking them the same boring questions they’d been asked a million times. So I decided to spend the first six months interviewing their friends and relations, building up background before seeing The Beatles again.” [Era elettrizzante incontrarli, ma avevo il timore di porre loro le solite stupide domande che gli erano state poste milioni di volte. Così decisi di passare i primi sei mesi ad intervistare amici e conoscenti, creando così un solido contesto prima di incontrare nuovamente i Beatles.] Davies pensò bene di poterseli ingraziare dando loro notizie della vita che si erano lasciati alle spalle, della loro Liverpool. La zia di Lennon (sua tutrice) aveva dovuto abbandonare la città a causa dei continui assalti dei fan e spediva piccoli oggetti che erano appartenuto a John, come lacci delle scarpe, bottoni, etc. Così pure i genitori di Ringo avevano dovuto trasferirsi, stanchi dei continui furti (la cassetta delle lettere, pomelli, etc etc..). Inoltre parlò ai Beatles del loro vecchio batterista (il primo che fu stabilmente al loro fianco finché non decisero di cacciarlo tramite il manager Epstein, per poi rimpiazzarlo con Ringo): Pete Best lavorava per una paga di circa £18 alla settimana. Quando diede loro la notizia “They showed little reaction, though Paul did make a face. John asked a few more questions, but then forgot about it, and they all went back to the song they were recording.” [Ebbero una leggera reazione: Paul fece una smorfia. John fece qualche domanda in più, ma presto se ne dimenticarono e tornarono alla canzone che stavano registrando in quel momento. ] Circa i Beatles Daves afferma: John era sempre distante, taciturno. Poteva restare in silenzio per molto tempo mentre pensava perché essere un beatle non fosse abbastanza per lui. Harrison era molto preso dall'India e la meditazione. Trovava estremamente irritanti i continui schiamazzi delle ragazzine cui era costantemente sottoposto. Ringo era incerto sul proprio futuro da quando la band aveva smesso di esibirsi dal vivo. Paul era abbastanza felice, ma doveva vivere la fine della sua relazione con Jane Asher e contemporaneamente cercare di mantenere i Beatles in vita. "I looked forward equally to my conversations with each of them, but perhaps enjoyed Paul’s and John’s company most. They were also interested in my world, life at large, discussing topics of the day, that’s if it wasn’t one of John’s days for not talking to anyone. The most enjoyable part of doing the whole book was being present at Abbey Road. I remember thinking when they were recording Sgt Pepper, ‘If they fall out with me and I get chucked out, whatever happens I’ll be grateful for this experience.’” Cercai di dedicare egual tempo nelle convestazioni con ognuno di loro, ma forse fui maggiormente in compagnia con Lennon e McCartney. Erano interessati al mio mondo, alla mia vita, agli argomenti del giorno che proponevo. Questo se non era uno dei giorni durante i quali John non parlava con nessuno. La parte più bella nella stesura del libro era essere presente in Abbey Road. Ricordo che mentre registravano Sgt Pepper pensavo "se dovessi rompere i rapporti con loro e fossi cacciato via, sarei comunque grato per questa esperienza. Fonte: http://www.newsandstar.co.uk |